Istituzione del Gruppo di lavoro sui Minori Stranieri Non Accompagnati

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali sente il dovere di farsi portavoce di tutti coloro che a vario titolo hanno segnalato l’allarmante situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi a Lampedusa ed accoglie il documento predisposto del gruppo di lavoro su Minori Stranieri Non Accompagnati MSNA, composto dai consiglieri Maria Billè (referente), Massimo Corrado, Silvana Mordeglia, Maria Luisa Scardina, Maria Concetta Storaci.

COMUNICATO
L’inchiesta pubblicata in questi giorni sull’Espresso denuncia la grave situazione a Lampedusa, a fine agosto sono 225 i bambini e gli adolescenti rinchiusi da settimane nelle due strutture di detenzione di Lampedusa: 111 nel “Centro di primo soccorso e accoglienza” di Contrada Imbriacola, 114 nella base in disuso dell’Aeronautica militare. A poche decine di metri dai radar di scoperta aerea e di difesa antimissile. E dai campi elettromagnetici. La maggior parte ha più di 13 anni ed è partita senza genitori. Omar, Hamza e Maha sono i più piccoli. In uno degli ultimi agghiaccianti sbarchi di agosto, alcuni dei 25 profughi rinvenuti cadavere nella stiva del barcone approdato a Lampedusa con 271 migranti, sarebbero stati uccisi e non sarebbero morti per asfissia. Purtroppo, questa tragedia coinvolge bambini anche molto piccoli, di pochi mesi e molte donne e nuclei familiari fra i migranti sbarcati il primo agosto a Lampedusa. Un mediatore culturale di Save the Children ha avuto modo di riscontrare, da subito, che si tratta di persone molto provate e scioccate da quanto accaduto, perché tra i morti c’erano amici e conoscenti . Lo stesso operatore ha visto e incontrato alcuni dei minori e nuclei familiari giunti nella notte con un barcone salpato dalla Libia e a bordo del quale sono stati ritrovati i cadaveri di 25 migranti. Oltre ai bambini piccoli ci sono anche dei 10 adolescenti non accompagnati. In totale sono 270 i superstiti, tra cui 37 minori di cui 27 bambini da 0 a 6 anni, 33 donne. Si tratta nel caso specifico, di bambini e adolescenti che riportano traumi, non solo subiti da guerre e disperazione ma sono anche vittime di violenze assistite, che necessitano di .un progetto di tutela per minori traumatizzati con sostegni specialistici mirati e contesti di accoglienza idonea. Ad oggi ci sono oltre 2.000 i minori sbarcati a Lampedusa dall’inizio della crisi e trasferiti in comunità alloggio o in strutture di accoglienza temporanea sul territorio italiano. Ormai sono mesi “che si susseguono gli arrivi di profughi dalla Libia a Lampedusa. Bambini e adolescenti che affrontano viaggi drammatici e rischiosissimi , costretti a lunghe permanenze in strutture inidonee, che ledono i diritti e non garantiscono un’adeguata assistenza.

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