La situazione dei minori non accompagnati in Turchia: la testimonianza di Renee(traduzione)

Ad Istanbul c’è un gruppo di giovani rifugiati provenienti da diversi paesi: Repubblica democratica del Congo, Sudan, Guinea, Afghanistan, Sierra Leone e Somalia. Tutti sono arrivati in Turchia a causa della situazione presente nei loro paesi di origine. Non possono tornare indietro per la paura di subire persecuzioni e maltrattamenti al loro ritorno. Tutti loro sono arrivati in Turchia come minori non accompagnati. Arrivati in Turchia si sono rivolti al UNHCR per ottenere lo stato di rifugiati e protezione internazionale. Dopo la loro richiesta sono stati indirizzati al dipartimento di polizia per gli stranieri in Turchia che li ha registrati come richiedenti asilo e trasferiti in una struttura statale per minori non accompagnati. In Turchia hanno diritto a risiedere in queste strutture fino al compimento del diciottesimo anno di età. In queste strutture il problema più grande che devono affrontare è la mancanza di possibilità di accedere all’istruzione così come ad attività sociali e ricreative. Inoltre non conoscono il turco al loro arrivo il che rende molto difficile la comunicazione con lo staff che opera in queste strutture.
In ogni caso in queste strutture beneficiano di cibo e di una “casa” il che è davvero importante.
Ma nel momento in cui compiono 18 anni sono legalmente obbligati a lasciare queste strutture e sono infine lasciati completamente a se stessi. Devono trovare un posto dove stare potendo contare esclusivamente sui loro mezzi, sebbene non abbiano soldi. Il UNHCR e il governo di Istanbul riconoscono un speciale assistenza finanziaria pari a 200 TL in totale (circa 80euro) , che non è ovviamente sufficiente per affittare una casa. Devono quindi contare sulla solidarietà di altre comunità di rifugiati. Alcuni di loro hanno dormito per strada alcune notti fin che non hanno trovato una soluzione abitativa. Hanno inoltre difficoltà a trovare lavoro poichè ai rifugiati non sono concessi permessi di lavoro da parte delle autorità. Di conseguenza, la maggior parte dei rifugiati viene sfruttata e molto spesso non vengono pagati dai datori di lavoro. A causa del loro status i rifugiati non possono intraprendere alcuna azione legale per far fronte a questo problema. Inoltre trovare un lavoro è molto difficile anche a causa delle barriere culturali e il tasso molto elevato di disoccupazione presente in Turchia.
I giovani rifugiati devono quindi affrontare una situazione molto precaria dopo aver lasciato le strutture statali. Devono lottare con molta tenacia per coprire i loro bisogni primari, che sono prevalentemente trovare un alloggio e mangiare.
L’accesso all’assistenza sanitaria è un altro tema molto problematico. Dal momento che non hanno diritto a nessuna prestazione, devono pagare di tasca loro per qualsiasi urgente problema di salute che si trovano ad affrontare – il che accade molto spesso date le dure condizioni di vita che affrontano. L’educazione è un altro tema cruciale che riguarda i profughi che devono essere assegnati ad un altro paese. Durante la lunga procedura di richiesta d’asilo, un giovane rifugiato può spendere tra i 3 e i 5 anni senza ricevere alcuna istruzione in Turchia. Questo è un problema enorme per l’integrazione futura di un giovane in un nuovo paese.
I giovani rifugiati devono affrontare anche un problema di crescente insicurezza in Turchia a causa della mancanza di comunicazione tra comunità di rifugiati e cittadini turchi. Molti di loro hanno subito attacchi razzisti molto violenti in strada e sono stati violentemente picchiati senza apparente motivo.
Per far fronte a queste difficoltà un anno fa hanno deciso, nel gennaio 2010, di organizzarsi in un’associazione “Union of Young Refugees in Turkey” . L’obiettivo principale di questa associazione è di cercare di organizzarsi tutti insieme per affrontare le difficoltà e cercare soluzioni ai loro problemi in modo collettivo.

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