LA GLOBAL AGENDA E IL SOCIAL WORK DAY 2012

La nostra professione ci pone inevitabilmente di fronte ai molti problemi e alle criticità della nostra società, come possiamo sperimentare ogni giorno nella relazione con l’utente e con  il servizio. In una situazione in cui, a fronte dell’aumento costante delle richieste, le risorse  per farvi fronte sembrano non bastare mai, è facile cadere nella rassegnata convinzione che non si possa far nulla affinché la società cambi e diventi più giusta, più equa, più attenta e rispettosa della dignità di ciascuno. Viene spontaneo quindi chiedersi se e come potremmo noi, singoli assistenti sociali, contribuire ad un processo di mutamento dello status quo, quando riusciamo a malapena a migliorare la condizione di vita di un singolo utente.

Eppure, già da due anni, e in particolare a partire dalla conferenza di Hong Kong del giugno 2010, migliaia di professionisti del settore, raccolti nelle tre principali organizzazioni internazionali di servizio sociale (IASSW- IFSW- ICSW), si sono mobilitati per dare avvio a un movimento internazionale che dia voce alle numerose richieste di cambiamento delle nostre società.

Si è convinti infatti che il servizio sociale possa e debba svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere una società equa e rispettosa della dignità dell’uomo, proprio per la sensibilità e la vicinanza della nostra professione rispetto a chi nella società soffre l’assenza di tale giustizia sociale. E d’altra parte, se nella quotidianità professionale ci proponiamo di dar voce a chi non ne ha, di far valere i diritti propri di ogni uomo e cittadino, non possiamo non considerare che questa importantissima funzione di advocacy non dovrebbe essere diretta solo verso il singolo utente, bensì verso la società intera. Pertanto, è richiesto ad ognuno di noi di assumere un preciso impegno, anche politico, rispetto all’affermazione di questi diritti, qualora, per diverse ragioni, siano in tutto o in parte lesi.

Con questa finalità, negli ultimi due anni, è stato chiesto ai professionisti, agli studenti e in generale a tutti coloro che sono connessi al settore del social work di offrire il proprio contributo, così da poter individuare le principali criticità delle realtà sociali in cui viviamo ed operiamo nonché i principali obiettivi e progetti di intervento per i prossimi anni. Alla base di questa iniziativa vi è la convinzione che, unendo le proprie voci in un progetto unitario, si possa essere più incisivi e chiedere con maggior forza ai rappresentanti politici e alle diverse istituzioni un impegno nel breve periodo affinché tali obiettivi possano essere raggiunti o perlomeno perseguiti.

Il risultato di questo processo è rappresentato da una Global Agenda, nella quale sono state individuate quattro macro aree di interesse: disuguaglianze sociali all’interno dei paesi e tra le regioni, la dignità e il valore della persona, la sostenibilità ambientale, l’importanza delle relazioni umane. Ognuna di queste quattro categorie è articolata in diverse sotto-categorie, ben esplicitate nel sito internet della Global Social Agenda, (http://www.globalsocialagenda.org).

La Global Agenda, nella sua attuale e definitiva stesura, è stata ufficialmente sottoposta al Segretario Generale delle Nazioni Unite e verrà presentata alle più importanti organizzazioni internazionali (African Union, European Union, Mercosur, ASEAN etc) e ai governi nazionali nella giornata di martedì 20 marzo 2012, durante il Social Work Day.

Già nel 2011 la Giornata Mondiale del Servizio Sociale era stata dedicata al tema della Global Agenda, grazie a numerose iniziative organizzate in tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno il Social Work Day si svilupperà intorno a questa importante tematica, che coinvolge insieme a noi anche social workers di tutto il mondo. Sul sito dell’associazione Aidoss ( www.aidoss.org), potrete trovare indicate le principali iniziative che si svolgeranno all’interno dei contesti universitari italiani.

In particolare, i corsi di laurea in servizio sociale delle università Bicocca e Cattolica di Milano hanno organizzato una conferenza che avrà luogo nelle aule dell’Università Bicocca nella giornata del 20 marzo. Come potrete leggere nella locandina dell’evento (link), la conferenza si avvarrà del contributo di docenti, esperti e studenti delle due università milanesi. Inoltre, vi sarà anche la possibilità di un confronto con alcuni rappresentati della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Milano, nonché del Forum del terzo settore, rispetto all’attuazione della Global Agenda in Lombardia e all’impegno in questa direzione da parte delle istituzioni. Si prefigura dunque una grande occasione per riflettere sui cambiamenti sociali in atto e sulle strategie che possono essere individuate sia a livello professionale che istituzionale.

Il Social Work Day ci offrirà quindi la possibilità di riflettere e interrogarci sul ruolo e sull’impegno politico che ogni professionista è chiamato ad assumersi, affinché si possa essere considerati veri agenti di cambiamento sociale e non semplici erogatori di servizi.

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Il caso di Francesco Mastrogiovanni,

Un caso di morte sospetto in Psichiatria

Il caso di Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, 58enne, anarchico, è emblematico rispetto alle morti misteriose nei reparti di psichiatria degli ospedali italiani.

Mastrogiovanni muore il 4 Agosto del 2009 in circostanze tutte da dimostrare, legato ad un letto del reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Ogni aspetto dell’accaduto, a partire dalle motivazioni e dalle modalità di esecuzione dell’ordinanza di TSO, fino ad arrivare alle circostanze del decesso in psichiatria risultano oscure e inspiegabili e riconducono ad un passato di anarchico militante, incarcerato per concorso in rissa e poi assolto in appello. Mastrogiovanni, arrestato preventivamente per l’omicidio del fascista Carlo Falvella, non si era mai più ripreso psicologicamente dall’esperienza della carcerazione, che lo aveva profondamente segnato, tanto da farne una persona che, periodicamente, cadeva nel tunnel della depressione. Cosi, la vita di Francesco andava avanti fra una ritrovata normalità e qualche episodio maniacale che lo vedeva ricoverato in alcuni reparti psichiatrici. In ogni caso, Mastrogiovanni conduceva una vita tranquilla, era diventato maestro elementare ed era amato dai bambini e dalle famiglie.

La mattina del 31 Luglio Francesco si trovava in un villaggio turistico di Mezzatorre quando venne raggiunto da carabinieri, polizia municipale del Comune di Pollica, guardia costiera, infermieri e medico del 118 per il ricovero coatto. Uno spiegamento degno dell’arresto di un boss della camorra per dar seguito ad un ordinanza di TSO, competenza, per legge, solo dei vigili urbani. La fase coercitiva si realizza sulla spiaggia di Mezzatorre sulla base di una proposta di un primo medico e non dopo la convalida di un secondo (come disposto dagli art. 33 e 34 della Legge 833/1978), mentre le stesse misure coercitive a carico di Francesco (somministrazione reiterata di farmaci e accompagnamento coatto) vengono attuate in ragione di uno stato di necessità (di cui all’art. 54 del Codice Penale) inesistente, dal momento che, come riferito dai numerosi presenti al momento dell’accadimento dei fatti, Francesco non aveva praticato o tantomeno minacciato violenza o danni né alla sua persona né ad altri. La stessa richiesta di TSO verrà proposta e convalidata non dal Sindaco territorialmente competente, ma bensì dal Sindaco del Comune di Pollica. L’accusa a carico di Mastrogiovanni: disturbo della quiete pubblica. Fonti interne alle forze dell’ordine raccontano di un incidente in cui, guidando contromano, alcune sere prima del ricovero, avrebbe tamponato quattro autovetture parcheggiate, “ma nessun agente, né vigile, ha mai contestato qualche infrazione e nessuno ha sporto denuncia verso l’assicurazione” testimonia Vincenzo, il cognato di Francesco. Pare che Mastrogiovanni non sia stato condotto in commissariato, come ci si aspetterebbe in questi casi, ma all’ospedale, in quanto ritenuto personalità paranoide.

Una volta giunto presso il reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca del Vallo, Francesco viene abbandonato al letto per quattro giorni, sedato e legato ( nonostante nella cartella clinica non vi sia alcuna menzione della contenzione fisica) fino alla morte, sopravvenuta, secondo l’autopsia, per edema polmonare. Durante tutto questo periodo di “ricovero”, ai familiari non fu consentita la visita a Francesco in quanto, poiché fortemente sedato, non si sarebbe accorto nemmeno della visita. Dall’esame autoptico del medico legale designato dai familiari si sono rilevate sul corpo di Francesco profonde ferite ai polsi e alle caviglie, nonché segni evidenti di colluttazione.

Sulla vicenda, la procura di Vallo della Lucania ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati i sette medici del reparto campano che hanno avuto in cura Mastrogiovanni. L’ultima udienza si è tenuta il 25 Novembre presso il Tribunale del Vallo della Lucania, tuttavia il processo richiede ancora molte udienze per concludersi.

La famiglia di Mastrogiovanni ha costituito un Comitato affinché la sua memoria riceva giustizia. Sul web, inoltre, sono presenti numerosi blog come “Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni”, che portano avanti la causa delle vittime dei ricoverati nei reparti psichiatrici, come Giuseppe Casu, venditore ambulante morto nel 2006 nell’ospedale cagliaritano “Santissima Trinità” ed Edhmund Hiden, nigeriano di 34 anni morto nel 2007 nel reparto psichiatrico dell’ospedale maggiore di Bologna, dopo essersi presentato volontariamente per un trattamento sanitario. Molte persone, oltre ai familiari e ai conoscenti delle vittime, in conseguenza di questi fatti, sono portati a pensare che, talvolta, la psichiatria, piuttosto che curare le patologie della mente umana venga utilizzata ai fini del controllo sociale.

Eleonora Borgonovi

il futuro…

Forse stento ancora a crederci… siamo laureati. Pazzesco! Tre anni sono volati… tre anni di studio, tre anni di sacrificio ed impegno, affrontare lezioni, esami a volte non così utili alla nostra professione, abbiamo mandato giù qualche rospo e forse ad un certo punto ci siamo anche chiesti dove stavamo andando, ore di tirocinio forse molto più formative di tante lezioni… ma ora, eccoci qua… laureati, un titolo, poche parole pronunciate davanti al rettore ed ecco che tutto cambia… cosa ci aspettiamo adesso? Esame di stato già… un’altra prova da superare, la prova che ufficialmente ci darà l’autorità di OPERARE, di CREARE PROGETTI, di ACCOMPAGNARE, di SCOPRIRE e RISVEGLIARE capabilities. Non state già sognando? non vi immmaginate già in qualche ufficio del comune? o in asl? chissà dove finiremo… dove vinceremo quel concorso… Personalmente non vedo l’ora… sento di aver bisogno di IMPARARE a svolgere questa professione, sento di aver bisogno di apprendere in modo pratico da essa… forse in questi tre anni ci è stata inculcata molta, forse troppa teoria, sicuramente utile ma non abbastanza… le aspettative e il futuro… ci aspetta solo questo. Il sogno si avera e faremo gli assistenti sociali. Lo sentiamo dalla pancia, da troppo tempo.

in bocca al lupo a tutti

Martina

assistenti sociali

ASSISTENTI SOCIALI

A cura di Antonio Bellicoso

 

Gli assistenti sociali sono quei professionisti che operano al fine di promuovere il benessere sociale dell’individuo, della famiglia e della comunità. Svolgono questa azione nell’esercizio delle proprie funzioni, sia all’interno di servizi pubblici, che privati. Da un po’ di tempo a questa parte sono anche sorti studi di servizio sociale privati singoli o associati. La professione dell’assistente sociale è regolata dagli Ordini, tant è che un assistente sociale per poter svolgere la propria professione deve essere iscritto al proprio albo regionale degli assistenti sociali. L’iter formativo prevede la frequenza di un corso di laurea di servizio sociale al termine del quale si consegue la laurea triennale e successivamente si deve superare l’esame di stato per essere iscritti alla sezione B dell’albo. L’ordinamento universitario prevede anche un biennio di specializzazione chiamato corso di laurea magistrale al termine del quale si consegue la relativa laurea che consente di affrontare l’esame di stato per essere iscritti alla sezione A dell’albo. Per ogni informazione su questa argomentazione è possibile consultare i siti web gli ordini nazionali e regionali degli assistenti sociali. L’assistente sociale trova impiego, nella maggior parte dei casi, nei servizi dei Comuni e delle A.S.L., ma una nutrita presenza di essi la troviamo anche in strutture del privato sociale. Le mansioni e le specificità dei compiti di questa figura varia a seconda del servizio nel quale si è inseriti. E’ una figura professionale che, grazie all’iter formativo, può lavorare in moltissimi settori differenti (minori, terza età, disabilità, famiglia, politiche sociali, ecc.) ed è sua specificità il lavoro sia con l’utente che con il territorio (servizi, strutture e agenzie).

L’assistente sociale di oggi però non è solo quella figura professionale che lavora esclusivamente all’interno dei servizi, ma nel corso degli ultimi anni la troviamo anche su internet. La web communication ha conquistato l’assistente sociale. Basti dare uno sguardo su internet e inserire sul motore di ricerca “google” la parola “servizi sociali” o “servizi sociali on line” per rendersi conto di quanti siti web sono stati realizzati da assistenti sociali, siano essi persone fisiche che giuridiche.

La web communication consente agli assistenti sociali cybernauti di connettersi  in rete con altri assistenti sociali, con utenti, con esponenti della comunità per fare rete, per costruire progetti, per favorire l’interazione, per creare comunità virtuali.

Grazie a internet e ad un sito web, l’assistente sociale oggi può anche fare consulenza on line offrendo orientamento, supporto, indicazioni e quant’altro possa essere utile a chi su internet cerca risposte, sollievo, conforto, chiarimenti.

I siti web che oggi dominano il panorama del servizio sociale professionale on line sono, oltre a quelli istituzionali degli enti e agenzie che rappresentano la categoria, principalmente tre: www.servizisocialionline.it www.serviziosociale.com e www.assistentisociali.org

Strumenti della web communication quali il forum, la chat e la mailing list consentono di implementare la rete dei contatti e dell’interazione tra colleghi e tra questi e i propri visitatori. L’assistente sociale su internet, oggi, rappresenta una realtà estremamente diffusa e i siti web di assistenti sociali sono in esponenziale crescita.

L’utente trova molti benefici nel frequentare questi siti perché ottiene la risposta che cerca in pochi minuti. La web communication infatti, abbatte le barriere fisiche, temporali e geografiche e molto ben si presta ad essere utilizzata dagli assistenti sociali che vogliano sperimentarsi su internet per offrire quel valore aggiunto che per vari motivi a volte non riescono a portare a casa all’interno dei servizi tradizionali.

 

Percorso di accompagnamento per Assistenti Sociali: “COSTRUIRE PROFESSIONALITA’ “

Vi segnaliamo questo percorso di accompagnamento per assistenti sociali. Il gruppo sarà composto da un minimo di 10 partecipanti a un massimo di 15.

Tale percorso riguarda la pratica professionale dell’assistente sociale. In modo più specifico si occupa di temi quali il ruolo, la competenza, i limiti e le possibilità che ha l’operatore all’interno del contesto lavorativo.

corso sostegno ruolo

Percorso formativo: “Servizio Sociale e lavoro di comunità”

Vi segnaliamo un percorso formativo rivolto a gruppi di assistenti sociali.

La proposta formativa mira a far acquisire ai partecipanti strumenti teorico-pratici connessi al lavoro di comunità, competenze utili alla sperimentazione di prassi innovative e spendibili nella quotidianità del proprio agire professionale.

Il percorso mira all’individuazione delle caratteristiche tipiche del lavoro di comunità, all’interno del quale gli assistenti sociali hanno un ruolo centrale.

percorso formativo