Il nuovo razzismo

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Vorrei richiamare l’attenzione su un fenomeno di cui oggi se ne parla davvero molto poco, probabilmente perché si è radicato tra la gente, tanto da essere considerato “normale” e giustificabile, ma che non è assolutamente scomparso, anzi, si è trasformato e rafforzato nella sua portata. Mi riferisco al RAZZISMO.
Oggi, il concetto di “razzismo”, non poggia più tanto su una matrice biologica, che giustifica l’esistenza di “razze umane” geneticamente superiori ad altre razze, quanto più su una matrice politica e ideologica: il razzismo diventa un prodotto culturale, un atteggiamento mentale che si manifesta nell’epoca moderna spesso in modo tragico, divenendo fonte di guerre e di conflitti.
Esso è il rifiuto totale di culture diverse dalla propria, rifiuto che si manifesta attraverso un’esplicita ostilità; si è convinti a tutti i costi della verità della propria concezione del mondo e si è sicuri che la propria visione della realtà sia l’unica accettabile.
Nel Mondo vi sono più di 900 milioni di persone discriminate; il razzismo è ormai diventato una realtà concreta, basti sfogliare i giornali, o accendere la tv, per accorgersi che questo fenomeno è ormai ovunque.
La manifestazione più evidente di questo fenomeno la ritroviamo nel rifiuto dell’immigrazione di altri gruppi all’interno delle società capitalistiche. Spesso, i lavoratori emigrati vengono fortemente sfruttati e diventano vittime di atteggiamenti xenofobi. Si pensi poi anche a quando i telegiornali puntano i riflettori su fatti di cronaca che vedono molto spesso protagonisti proprio gli immigrati; è vero che queste persone sono spesso coinvolte in fatti criminosi, ma non bisogna commettere l’errore di identificare un intero popolo come “criminale” e per questo odiarlo.
Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che forme di razzismo sono dappertutto: esso è sempre presente e non cessa di creare ostilità e conflitti, non solo tra nazioni di diverse culture, ma anche all’interno di gruppi che condividono la stessa cultura.
Vi sono paesi in cui le persecuzioni religiose hanno raggiunto livelli di violenza inimmaginabili, soprattutto nel Medio Oriente e in Iraq. In questi territori i cristiani subiscono violenze e atroci torture.
Essere cristiano in Medio Oriente, per gli islamisti, non significa tanto professare una religione considerata minoritaria e diversa da quella ufficiale, quanto essere percepiti come un continuum del cristianesimo occidentale, la rappresentazione in chiave religiosa di un Occidente peccatore.
Vi sono poi anche i casi estremi, quelli di popolazioni che vengono ancora oggi chiamate “primitive”, come, ad esempio, le popolazioni indigene, che sono state completamente emarginate e relegate nelle parti più inospitali dei loro territori. Molti negano l’esistenza di queste persone, deprivate di tutti i loro diritti.
Il dato preoccupante è che, ad oggi, sono in pochi a chiedersi come mai tutto questo accada, come se si trattassero di fatti distanti da noi, questioni che non ci interessano e non ci toccano.
In un mondo in cui vengono ogni giorno superate molte difficoltà e raggiunti sempre nuovi traguardi, non si riesce ancora a raggiungere quello più importante, quello di un’effettiva uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Per l’ONU, contrastare il fenomeno del razzismo è diventata una delle priorità; a questo proposito si sono stabiliti degli standard internazionali per prevenire ed eliminare la discriminazione.
Tuttavia il percorso è ancora lungo, perché ancora molte sono le difficoltà da superare. Si è ancora lontani dall’eliminare queste forme di razzismo, ma è importante prendere coscienza che esista un problema così grave.
È perciò importante sensibilizzare le persone riguardo questo fenomeno sempre più in crescita affinché non accadano più questi errori; deve nascere un rispetto delle diversità, attraverso un’intensa campagna di informazione, che aiuti a conoscere e a riflettere sul rapporto tra noi e gli altri, per imparare un po’ tutti a vivere nel rispetto dell’altro ad “abitare” in un mondo migliore.
Un cambiamento importante deve essere attivato anche dai governi delle varie nazioni. Serve un mutamento drastico, una radicale trasformazione che porti a riconsiderare l’importanza di tutti gli esseri umani. È una sfida davvero molto ardua, ma non del tutto impossibile.

Federica Tripputi

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2 thoughts on “Il nuovo razzismo

  1. Su internet, a parte tanti begli articoli
    e tante belle parole.
    Non esiste organo in Italia dove poter denunciare episodi di razzismo subiti,
    a differenza della Svizzera.
    Ma che popolo ignorante che è l’Italiano mediocre.

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