Una storia per riflettere

Questa è la storia di Gabriele (come lo chiameremo qui), ma è soprattutto la storia di una persona, con famiglia e figli, sogni e delusioni, speranze e sconfitte.

E’ la storia di una persona che, dopo anni di dipendenza dal gioco d’azzardo, ha deciso di uscire allo scoperto, di fare il primo passo e di chiedere aiuto.

Gabriele ha quasi 40 anni, un buon lavoro, una bella moglie con cui è sposato da 10 anni e due bambini di 5 e 3 anni. Egli, però, ha anche una “passione” travolgente, il gioco d’azzardo; voler rincorrere ad ogni costo la grande vincita, con la speranza e l’illusione che la prossima giocata sarà quella fortunata, che lo farà star bene per tutta la vita, che lo ripagherà di tutto il tempo sottratto alla famiglia e di tutti i soldi persi cercando la bramata vittoria.

Gabriele di denaro ne ha speso molto, i debiti si sono accumulati e ciò che guadagna con il suo lavoro non basta più per ripagare tutto. Per poter avere più soldi da giocare Gabriele ha venduto la casa di proprietà, spostandosi con la famiglia in una casa in affitto, ma ora gli arretrati sono troppi e lo sfratto è imminente. I finanziamenti aperti a nome di sua moglie e del suocero devono essere saldati e i debiti con gli amici devono essere restituiti. L’ammontare approssimativo dei soli debiti è di circa 74.000€ e uno stipendio di 1.500€ mensili non basterà a saldare tutto nemmeno in 4 anni.

Gabriele oggi è separato dalla moglie, che ora vive a casa del padre assieme ai figli e riceve dal marito un mantenimento mensile; lui invece  abita con la madre e i fratelli, di cui uno disoccupato, e non vuole pesare troppo sulle loro spalle.

Come può una persona riuscire ad uscire da una situazione così disastrosa? Oltre ad aver distrutto le proprie risorse economiche, Gabriele è distrutto dentro: non ha più una casa, non ha più una famiglia che lo appoggia e lo sostiene, non ha più ciò che fa di lui una persona dignitosa e rispettata, egli è solo, solo con la sua dipendenza dal gioco d’azzardo.

 

Gabriele oggi segue un programma di recupero presso il SerT per riuscire ad uscire dalla sua dipendenza, ma non ha ancora trovato chi può aiutarlo per il risarcimento dei debiti; i servizi sociali del Comune di residenza, oberati dalle richieste di contributi, possono aiutarlo solo in piccola parte e la famiglia sta già facendo molto.  A chi chiedere dunque? Gabriele si è rivolto al Parroco della sua città che lo ha indirizzato ad un’associazione religiosa che aiuta le famiglie con problemi debitori.

Ancora oggi è il privato che riesce ad apportare più aiuto a coloro che si trovano in situazioni di difficoltà e di bisogno, sostituendo nel vero senso della parola le funzioni dello Stato delle istituzioni territoriali, che, anche a causa della crisi di questi tempi, spesso vengono considerate più come agenzie di credito che come effettive risorse per la popolazione in difficoltà.

 

Camolese Isabella-Alice Cerliani

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