I Significati del Silenzio

Gli spunti principali per iniziare a parlare di questo ampio argomento sono racchiusi in un detto:     “Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio “.

Più capiamo il significato di questa frase, più ci rendiamo conto di quanto sia profondamente vera. Quante volte ci è capitato di dire qualcosa che ha ferito chi ci stava accanto o di confidare segreti a una persona che ci ha tradito? E quante volte i nostri interventi si sono rivelati sbagliati e offensivi?

Questi esempi che rientrano nella vita di ogni singolo individuo ci fanno riflettere su quanto è facile commettere uno sbaglio soltanto iniziando a parlare. La libertà di parola è un diritto che, fortunatamente, appartiene a tutti, ma riflettendo sul tema del silenzio ci si accorge che è doveroso avere un buon controllo di quello che diciamo. Molte volte una parola esprime meno di quanto sappia comunicare il silenzio. Nella vita di ogni giorno esistono preoccupazioni cui non sempre possiamo far fronte e allora solo il silenzio può aiutarci.

Quando una persona parla troppo, dà segno d’irrequietezza; più parole sono usate per esprimere un’idea, meno forza esse hanno. Nel silenzio di una persona sono racchiuse la maggior parte delle volte tutti i sentimenti e i pensieri, siano essi positivi o negativi. Non è mai necessario dover parlare; chi ci circonda e chi ci vuole bene impara col tempo a capire i nostri silenzi e a interpretarli.

E’ sbagliato considerare il silenzio come un unico concetto, con un significato esclusivo; il silenzio può essere, infatti, d’imbarazzo, di emozione, di tristezza o può semplicemente essere quel tipo di silenzio che subentra nel momento in cui le parole non sono più sufficienti per spiegare. Il silenzio, inteso in questo modo, va amato, apprezzato e va difeso in modo che le parole non possano rovinarlo o disturbarlo e, peggio ancora, in modo che la mente non sia distratta da niente, ma che si concentri solo su quella determinata situazione la cui importanza è messa in evidenza dalla completa dominazione del silenzio.

Nel primo assioma della comunicazione Watzlawick afferma che è impossibile non comunicare. Il fatto di non parlare, di ignorarsi reciprocamente, di isolarsi, non indica “non comunicazione”. Comportamenti che, in contesti o in momenti particolari, ogni individuo tiene, come per esempio il “nascondersi” o il “proteggersi” dietro un libro in treno, in una sala d’aspetto, sono messaggi che comunicano la volontà di non entrare in relazione con gli altri. E questi atteggiamenti, soprattutto in una professione come la nostra, vanno rispettati.

Si deve porre, però, molta attenzione sull’uso del silenzio.

Non sempre il silenzio e la decisione di non manifestare la propria opinione riguardo ai più svariati argomenti, sono positivi. Molte volte il silenzio è sinonimo d’ignoranza. Chi non sa, tace; l’esempio più semplice rispecchia la vita quotidiana di tutti gli studenti, la completa scena muta a un’interrogazione non è mai stata premiata!

Il silenzio, inoltre, può assumere anche un aspetto più tragico; è di uso comune, infatti, la similitudine tra il silenzio e la morte. Il silenzio in questo caso è considerato come qualcosa di crudele e violento, che nasconde solo ed esclusivamente il dolore e la drammaticità della situazione.

E’ sempre meglio analizzare ogni aspetto e studiare a fondo anche la nostra posizione, così da poterci controllare e valutare se sia meglio parlare ed esprimere la nostra opinione rilevando, quindi, l’importanza delle parole, oppure se la situazione richiede il semplice silenzio.

Federica Lopardo

Keren Strulovitz


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