INCONTRO COL MOTIVATORE AMERICANO JHON FOPPE

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Ho scelto di parlare di un incontro a cui ho assistito recentemente, tenuto dal motivatore americano Jhon Foppe che, nato senza braccia, racconta la sua esperienza di vita. E’ stato un incontro toccante e significativo anche per la nostra futura professione di Assistenti Sociali, in quanto ci troveremo a contatto con casi difficili e dovremo per loro essere agenti di cambiamento.
Dall’incontro con Jhon Foppe ho capito la difficoltà di accettare i propri limiti e a trovare una strategia di cambiamento e miglioramento di noi stessi che possa essere applicata e trasmessa ad altre persone che affrontano quotidianamente difficoltà peggiori delle nostre. Confesso di aver scritto questo articolo un po’ di getto, a tratti può sembrare poco chiaro, ma ho voluto riportare la mia esperienza e le sensazioni provate durante quell’incontro.

Jhon Foppe fa il suo ingresso in una piccola sala per conferenze dell’Hotel Palace di Varese. Si siede su una sedia ed apre una Coca-Cola con le dita dei piedi e si serve la bibita in un bicchiere, sorseggiandola lentamente con una cannuccia. Il pubblico osserva con attenzione e stupore i gesti di Jhon, l’espressività del suo volto e la grande manualità dei suoi piedi, che usa al posto delle mani. Jhon Foppe infatti è nato senza le braccia e da allora ha dovuto organizzare la sua vita per compiere i gesti quotidiani e non solo. Negli anni Jhon ha imparato a convivere con il suo problema, trasformandolo in risorsa.
È nato a Chicago in una famiglia molto numerosa (è il quarto di otto fratelli maschi) che lo ha sempre sostenuto ed aiutato nell’affrontare la vita. Jhon inizia a raccontare la sua esperienza e, da subito, si dimostra un grande oratore, una persona carismatica e convincente con l’obiettivo di spronare il pubblico seduto di fronte a lui ad affrontare le difficoltà della vita con la giusta “visione” in modo tale che queste portino a risultati. Jhon racconta diversi episodi della sua vita in cui ha incontrato parecchie difficoltà, spiega come ha fatto ad affrontarle e come ha capito che le vere disabilità sono gli ostacoli mentali ed emotivi che ci impediscono di vivere appieno la nostra vita. Il vero cambiamento deriva da un cambio di atteggiamento, di prospettiva e di visione che inevitabilmente trasforma la nostra vita. A questo proposito durante l’incontro, Foppe ha ricordato un episodio della sua infanzia per lui fondamentale: la sua prima esperienza fuori casa durante una vacanza estiva con la scuola. È stato proprio durante quei giorni trascorsi con i suoi coetanei, ricorda Jhon, che ha capito le sue potenzialità e ha compreso l’importanza di accettare se stesso ed i mezzi che aveva a disposizione. È la prima volta che Jhon considera la sua disabilità come uno strumento per rafforzare le sue capacità e, successivamente cercherà di divulgare questo messaggio a più persone possibili.
Dalla sua esperienza, è nata una vera e propria filosofia di vita: è possibile trasformare le nostre visioni in risultati ed è possibile diventare esecutori del proprio cambiamento. Le difficoltà, spiega Jhon, non devono rendere l’individuo passivo e inibire lo spirito, ma diventano il punto di partenza per valorizzare quelle altre potenzialità che ciascuno di noi possiede. Jhon sembra avvicinarsi alla filosofia di Amarthya Sen, pensatore indiano che ha concentrato la sua riflessione sulle capacitazioni umane. Solo attraverso l’esercizio delle proprie capacità, ogni uomo può sentirsi davvero libero e può affrontare le normali difficoltà della vita. Come Jhon stesso ricorda durante il suo discorso “…la mia condizione non mi crea problemi diversi da quelli di tutti. Fa solo si che io viva in maniera più profonda le difficoltà che hanno anche le altre persone. Tutti dobbiamo combattere con l’accettare se stessi, l’andare d’accordo con gli altri e il fare di più coi mezzi che abbiamo. Io dico semplicemente alla gente che questo è normale e do loro qualche idea per andare avanti”.
Con queste parole Jhon dimostra come è importante non farsi limitare dalle difficoltà che si incontrano. Grazie alla sua determinazione, Jhon non permette alla sua disabilità di limitarlo, ma impara a convivere con essa. È riuscito a prendere la patente di guida, dipinge, porta l’orologio sulla caviglia sinistra, è sposato (porta la fede sull’anulare del piede sinistro) ed è diventato papà di una bambina. Il racconto della sua vita e della sua esperienza continua a fare il giro del mondo. L’americano Jhon si pone l’obiettivo di motivare altre persone, schiacciate dalla quotidianità e che spesso non riescono a reagire di fronte al minimo ostacolo.
Durante il breve, ma intenso e interessante incontro mi sono ritrovata appieno nelle parole di Jhon e ho capito, dalla sua esperienza quanto è importante trovare delle strategie per affrontare nel migliore dei modi le difficoltà che ciascuno di noi incontra nella propria vita. E’ stato un incontro molto entusiasmante, a tratti commovente e ricco di nuovi spunti che mi ha permesso di avere una visione diversa della difficoltà. Jhon, ha voluto rompere lo stereotipo della disabilità intesa come incapacità nel fare qualcosa in favore di una visione più ottimistica, di valorizzazione delle proprie capacità che possono evolvere in potenzialità per costruire la strada del cambiamento e di una maggiore autonomia.
Jhon ha ricordato quanto per lui è stato difficile imparare a svolgere autonomamente tutte le azioni quotidiane. La sua famiglia infatti lo ha sempre aiutato e sostenuto, ma il suo desiderio di autonomia è aumentato soprattutto nelle relazioni coi coetanei. Jhon non si è mai arreso e continua a non arrendersi e insegna ad altre persone a non arrendersi e a sviluppare le propie potenzialità.
Sulla sua esperienza, Foppe ha scritto anche un libro intitolato“What’s Your Excuse? Making the Most of What You Have”. (Qual è la tua scusa? Cerca di ottenere il massimo da quello che hai). Si è laureato in Servizi Sociali Clinici all’Università di St. Louis e ha lavorato in un ricovero, in un centro per tossicodipendenti e in un consultorio. Nel 1993, La Camera di Commercio Giovanile Americana ha riconosciuto Jhon Foppe come uno dei dieci più notevoli giovani americani: un prestigioso riconoscimento che premia i giovani per i loro positivi contributi alla società. Ha una sua società di Seminari Internazionali e viaggia in tutto il mondo parlando a un pubblico diverso: scuole, aziende, associazioni e organizzazioni. Vive a St. Louis con la moglie la figlia.

Liliana Torresin

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