Consiglio bibliografico: “Una bambina” di Torey Hayden

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Torey Hayden ( USA, 21 maggio 1951) è una psicopatologa infantile, insegnante ed esperta in educazione speciale.
Nel corso degli anni T. Hayden ha accumulato molta esperienza e credito nel campo del lavoro con minori difficili a seguito di abusi, disturbi emotivi, psichiatrici e di apprendimento.
Oltre alle sue attività legate all’educazione e alla psicologia, è professore universitario e coordinatrice di unità di ricerca.
Torey Hayden è inoltre conosciuta per il suo lavoro di scrittrice. T. Hayden scrive libri che riportano le storie vere derivanti dalla sua quotidianità, dalla sua esperienza con i bambini difficili; nel 1980, a seguito del suo lavoro, scrive il suo primo e famoso libro “Una Bambina”.
“Una bambina” è nato inizialmente per registrare la relazione d’aiuto che T. Hayden ha vissuto con la piccola Sheila, protagonista del racconto, a cui solo successivamente ha pensato ad una pubblicazione.
“Una bambina” racconta la storia vera di Sheila, 6 anni, affidata temporaneamente alla classe dei “bambini difficili” di Torey in attesa che si liberi un posto all’ospedale psichiatrico di stato. Sheila era considerata ormai da tutti un caso “perso”, senza speranza, la cui unica soluzione rimasta era di limitare i futuri danni che poteva fare a sé stessa e agli altri.
L’evento che ha condannato Sheila all’internamento è accaduto una sera di d’autunno; Sheila lega ad un albero un suo vicino, un bambino di 3 anni e gli da fuoco, provocandoli gravissime ustioni.
Sheila si presenta una bambina molto difficile, affetta da mutismo selettivo, sporca, cerca perennemente di scappare dal centro, bagna continuamente il letto e fa altre piccola sciocchezze. Sheila ha deciso che al mondo non c’è nessuno a cui possa dare o ricevere affetto e nega agli altri la possibilità di instaurare un legame con lei.
Torey si trova davanti una bambina totalmente chiusa in sé, lontana dall’esprimere qualsiasi cosa senta, sfiduciata nei confronti di tutti. Il primo contatto fra le due è realmente molto difficile, Torey ha difficoltà nel creare una relazione e a capire le cause del comportamento di ribellione della bambina. Torey decide che per Sheila non può essere tutto perduto, che vale la pena provarci.
Con pazienza e passione Torey e Sheila instaurano un rapporto difficile, controverso e molto fragile.
Sheila, dopo l’iniziale diffidenza, inizia a rapportarsi con gli altri e a dare fiducia al prossimo, ad aprirsi. Si scopre in questo modo il passato burrascoso di Sheila: la madre l’ha abbandonata portandosi via il fratellino, il padre assente e problematico e una vita di abusi.
Il lavoro di Torey le fa prendere coscienza di sè e fiducia negli altri, capire cosa sia giusto e sbagliato, credere nelle sue potenzialità (per altro molto alte).
Le relazioni sono al centro del libro, attraverso di esse T. Hayden lavora e aiuta i suoi utenti. La storia di “Una bambina” è la storia dei tentativi di T. Hayden per far emergere le capacità di Sheila, nascoste e ignorate da anni di abusi ed è, inoltre, la storia delle difficoltà e della volontà di T. Hayden di non arrendersi di fronte a una bambina considerata ormai “spacciata”.

Leggere “Una bambina” fa provare al lettore una moltitudine di emozioni e domande.
Personalmente credo che la Hayden sia in grado, con la sua narrazione, di portare i lettori dentro la storia, dentro le emozioni che alla vive ogni giorno, dentro le difficoltà del vissuto dei bambini che incontra nel suo lavoro. Difficilmente si trova un libro dallo stesso impatto emotivo, impatto emotivo che aumenta considerando che il narrato è realmente accaduto.

“Una bambina” è attualmente pubblicato in 28 lingue, edito in Italia Corbaccio ed è stato adattato in diverse forme (film, spettacoli).

Dal sito ufficiale di Torey Hayden dove è possibile conoscere i destini dei protagonisti reali dei suoi libri si apprende che Sheila, oggi, ha una vita serena e ha aperto una propria attività.

Torey Hayden ha scritto altri libri basandosi su storie vere a cui ha lavorato, soprattutto nel campo dei minori, da segnalare inoltre: “Una bambina bellissima” e “La figlia della tigre” dove si rittrova una Sheila adolescente.

Barbara Ghidotti

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