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Ho trovato la segnalazione di questo libro sul Venerdì di Repubblica, mi sembra molto interessante.

L’ articolo poi parla anche di una cooperativa di Roma che lavora in questo senso:
la cooperativa sociale Parsec di Roma lavora collaborando con soggetti pubblici e del terzo settore, offre consulenza medica, legale, psicologica, con uno sportello apposito.
Chi chiede aiuto per liberarsi dagli sfruttatori può essere poi accolto in strutture residenziali, quindi venire indirizzato e formato in una nuova attività lavorativa.

Ce ne sono sicuramente anche a Milano, ad esempio ho sentito spesso parlare di Lule: http://www.luleonlus.it/nuovo/home/home.htm

E’ un ambito molto complesso e interessante, nel quale si intrecciano problematiche diverse… insomma, ci riguarda 🙂

la-fabbrica-delle-prostitute

Disabili? No Grazie …noi siamo aziende.. non servizi sociali !

http://www.dirittodicritica.com/2011/03/22/disabili-aziende-nord-imprenditori/

Significativa, secondo me ,questa frase : ” “La mia azienda è come una casa: non posso permettermi di avere tasselli deboli, altrimenti vien giù tutta la baracca!”.

Io credo che i servizi sociali dovrebbero comunicare maggiormente con le aziende . In primis tramite una rilettura dell’art.41 della Costituzione che prevede le finalità sociali dell’imprese. Poi facendo presente che gli ammortizatori sociali ,dei quali molti in questa fase di recessione usufruiscono,  sono ispirati ad un principio solidaristico tanto quanto gli inserimenti lavorativi di categorie protette…perchè se ognuno pensasse alla propria “baracca” tutti i progressi fatti fino a questo momento dal welfare italiano sarebbero inutili….

spleen di Baudelaire

Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
Sull’anima gemente in preda a lunghi affanni,
E in un unico cerchio stringendo l’orizzonte
Riversa un giorno nero più triste dell notti;

5 Quando la terra cambia in un’umida cella,
Entro cui la Speranza va, come un pipistrello,
Sbattendo la sua timida ala contro i muri
E picchiando la testa sul fradicio soffitto;

Quando la pioggia stende le sue immense strisce
10 Imitando le sbarre di una vasta prigione,
E, muto e ripugnante, un popolo di ragni
Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli;

Delle campane a un tratto esplodono con furia
Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso,
15 Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria
Che si mettano a gemere in maniera ostinata.

– E lunghi funerali, senza tamburi o musica,
Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza,
Vinta, piange, e l’Angoscia, dispotica ed atroce,
Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera.

[da I fiori del male]

E’ una poesia che esprime secondo me in maniera molto chiaro uno stato d’animo con il quale molto spesso avremo a che fare: L’Angoscia.
Questa sensazione è molto difficile da raccontare e di conseguenza da percepire.

La violenza contro le donne

http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/

Questo è il sito dell’istat che riassume quelle che sono le percentuali di violenza sulle donne nell’anno 2006. Io credo che sia importante parlarne. succede troppo spesso e troppe volte non si sa, che una donna sia vittima di violenza, abusi e maltrattamenti.

Nell’anno del “se non ora quando” contro la donna oggetto penso sia un tema più che attuale da affrontare per parlare finalmente” bene delle donne”e non solo delle donne che “stanno bene”.

“HO CURA DI TE”

http://www.lagrandecasa.com/inc/contents/pdf/scheda_iscrizione_HO_CURA_DI_TE.pdf

Questo è un convegno a cui ho partecipato grazie alla coop “la grande casa”. Ha affrontato il tema dell’accompagnamento educativo per mamme fragili e il maltrattamento materno infantile. Interessante per capire come  in questo contesto, sia fondamentale la multiprofessionalità e un’ottica sistemica con la quale proporre degli obiettivi che saranno costruiti dalla mamma stessa… con le SUE capacità, con le SUE risorse… ritrovando piano piano l’amore per il/la proprio/a bambino/a.